domenica 2 settembre 2007

Rieccomi...



E'passato un bel pò di tempo....ho avuto da fare e poi finalmente le ferie.
Mi piace ritrovarvi con 2 immagini che amo molto. Nella prima potrei anche essere io, mi è capitato tante volte di ritrovarmi così...nella seconda...mo marito è rimasto letteramente rapito nel vedere questo favoloso seggiolino per le punizioni. ne vuole assolutamente costruire uno, anche se magari non proprio identico. E' bravo nel fai da te e non dubito che ci riuscirà, anche perchè credo che ci metterà tanto, tantissimo impegno.
Siamo stati in vacanza, vi dicevo. Un agriturismo sperso nella campagna, un casolare isolato, belissimo, col pavimento di pietra, i travi a vista...un atmosfera di altri tempi...un silenzio perfetto e nessuno, intorno, ad ascoltare.
Ho provato l'emozione di prenderle all'aperto, in pieno giorno...appoggiata allo steccato di legno che circondava la vecchia masseria. Il sedere all'aria e il sibilo tanto temuto del cane...
E poi, una sera...siamo seduti fuori, sul porticato, a fumare. Non abbiamo acceso le lampade, riusciamo appena a scorgere i nostri volti alla luce della luna quasi piena...il buio delle colline intorno è interrotto solo quà e là dalle luci di qualche piccolo paese arroccato. Tutto è bellissimo.
Anche lui, Giovanni, lo è. Mi volto ogni tanto a vedere il suo profilo, nel buio. Ho voglia di fare l'amore, ma non poso prendere l'iniziativa troppo sfacciatamente, lui non lo gradisce. Posso essere puttana solo quando lui me lo ordina, altrimenti devo essere una brava mogliettina.
Ma stasera non mi sento per nulla "brava". Mi agito un pò sulla sedia. Queste vacanze sono state dure per il mio sedere. Il posto, così' tranquillo e isolato, lo ispirava e me le ha date spesso, col cane, con il mestolo, ma anche un paio di semplici, sane, robuste sculacciate con la mano. La mia pelle porta ancora i segni inconfondibili del cane, appena sbiaditi e qualche piccolo livido.
So che le prenderò anche stasera, meritatissime. Oggi abbiamo visitato una città d'arte. Stupenda, ma faceva un caldo infernale, c'era molto da camminare, salite, scalinate e io sono stata una lagna. Avevo caldo, avevo sete, dovevo sedermi all'ombra...comperare una granita una coca cola, una bottiglietta d'acqua, andare in bagno. Si, una vera rompiscatole, ma non l'ho fatto apposta. Comunque, so di essermele guadagnate e da quando siamo tornati sto aspettando di prenderle...un tremito leggero ogni volta che lui apre bocca, una lieve morsa alla bocca dello stomaco e anche più giù...
Lui allarga le gambe e dice:
- Vieni qui, Viviana...voglio rilassarmi
Mi fa inginocchiare tra le sue cosce, chiude gli occhi e si abbandona contro lo schienale della poltrona di vimini. Sono io che sbottono i suoi pantaloni e inizio a darmi da fare. Con molta, molta calma, come piace a lui per rilassarsi. Non devo dargli l'impressione di voler finire alla svelta, nè di essere eccessivamente eccitata o golosa...no, dev'essere molto lungo e lento e ormai ho imparato bene. So che ci vuole molto tempo, molti baci, carezze, leccatine...lo scopo da raggiungere non è l'orgasmo, ma uno stato di benessere totale. Solo verso la fine, quando sento dai suoi sospiri che è il momento giusto, accellero un pò.
Dopo rimane assorto nel suo piacere un paio di minuti, io con la testa appoggiata alle sue cosce.
- Andiamo a dormire, adesso
Ci prepariamo per la notte, indosso un pigiamino canottiera calzoncini, mi arrampico sul letto alto, di ferro battuto, un gioiello d'altri tempi. Faccio per sdraiarmi, ma mi ferma.
- No...devo dartele. Non penserai di passarla liscia, per oggi.
- No, ma credevo...
Non mi ascolta, mi spinge a faccia in giù sul letto, come nella foto, il sedere bene in aria. Tirà giù pigiamino e mutandine, scopre bene le natiche. Dal borsone tira fuori il battipanni che ha portato da casa, avvolto in un panno come uno strumento musicale. E inizia a spolverarmi per bene.
Ha un ritmo cadenzato, regolare. Molto efficace ed inizio presto a gemere.
- Bè, almeno ti lamenti per qualcosa, adesso. Tutto il giorno a lagnarti per delle sciocchezze...
Il battipanni disegna arabeschi sulla mia pelle, linee che si confondono, sovrappongono...fa molto male, ma non mi arrischio nemmeno a chiedergli di smettere. So che oggi è irritato dalla mia scarsa tolleranza ai disagi...so che pensa alle donne di una volta, che lavoravano duramente nei campi senza lamentarsi.
Chissà se altre le hanno prese, su questo letto. Mi piace pensare di si, mi piace pensare che altre donne, di altri tempi, abbiano sentito scivolare giù la stoffa sulla loro pelle, con un pò di timore, ma senza paura; che abbiano sollevato il sedere per offrirlo non ad una violenza, ma ad una punizione d'amore. E' questa la mia fantasia, stasera, mente il battipanni mi scalda inesorabilmente il sedere, e il calore sale dalle natiche al cuore, alla mente, come una sbornia leggera. Immagino tante donne salire su questo letto, sollevando le lunghe gonne con gesto consueto, naturale, eppure così intimo e dolce...le immagino col viso premuto, come il mio, sul materasso, e i loro sederi bianchi arrossarsi lentamente. E i loro uomini nell'atto di sculacciarle, che è così simile a quello di fare l'amore, su giù, su giù, strappando lacrime e sospiri.
Piagnucolo senza ritegno, se fossi un tappeto non avrei il più piccolo granello di polvere, la battitura è stata meticolosa e accurata.
- Pensi che sia sufficiente? Posso sperare domani di fare un giro senza sentire le tue lamentele?
- Si, si...
- Bene...altrimenti domani sera facciamo il bis.
E per imprimere bene il tutto nella mia memoria mi fa scendere dal letto e mi mette in castigo in un angolino...in ginocchio, con le mani giunte e alzate sopra alla testa. Ci rimango finchè non mi formicola tutto, finchè temo che si sia addormentato dimenticandosi di me.
Quando mi chiama, corro nel letto come un cagnolino, rannicchiandomi contro il suo calore